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PERCHÈ HO INIZIATO A CORRERE E 5 CONSIGLI PRATICI PER LE RUNNER PRINCIPIANTI

Perché ho inziato a correre e 5 consigli pratici

“Se vai a correre rischi la paralisi e finisci in sedia a rotelle”. Il dottore aveva pronunciato quelle parole con un tono sornione e grave insieme, osservandomi da dietro due spesse lenti d’occhiali. Sembrava un gattone annoiato che si diverte a darti una rampata, mentre continua a fare le fusa. Teneva tra le mani il referto del radiologo, la prova ineluttabile che sventolava davanti al naso.

Come iniziare a correre? Ve lo sarete chiesto tante volte, prima di compiere il fatidico gesto. Serve una tabella di allenamento? Bisogna rispettare degli step ben precisi? Meglio affidarsi a una trainer esperta, o possiamo fare da sole?

Vi racconto la mia esperienza, dove tutto è iniziato con naturalezza e semplicità, da una necessità interiore. Niente tabelle, niente Garmin, niente abbigliamento tecnico, nessun rispetto di regole di allenamento. Solo l’ascolto del corpo. Voi però non imitatemi e ricordate che sapere cosa si sta facendo, oltre a darvi sicurezza può evitarvi infortuni e disagi!

Ebbene sì, a 35 anni io avevo uno schiacciamento tra le vertebre sacrale e lombare, e mi percepivo improvvisamente come malata, caso clinico, o se vogliamo semplicemente vecchia. Lui puntava soprattutto a farmi sentire vecchia. E infieriva: “non dimostri la tua età, ma certo se uno guarda questa lastra, lo capisce immediatamente che, insomma, di certo non hai più vent’anni”.

Non avevo mai smesso di guardarlo fisso e sentii chiaramente il mio stupore diventare sfida, l’espressione del volto che passava da docile agnellino a gelido e impassibile serial-killer. La sua mancanza di tatto era insopportabile e gratuita, e mi si trasformava in rabbia oppure scettico distacco. Sì lo so, non sono proprio la stessa cosa, ma insomma, un po’ ero confusa, un po’ arrabbiata.

Ok, dissi a me stessa, fai un respiro profondo e ora mandalo a quel paese!

Due furono le conseguenze dirette di quell’incontro. La prima: il giorno dopo andai alla Asl a chiedere il cambio del medico di base. Eccoti servito caro, pensavo mentre firmavo il modulo di richiesta, così hai smesso per sempre di riversare su di me il tuo stupido cinismo.

La seconda: neanche a dirlo, iniziai a correre. Non subito. Ma di lì a poco, mentre capivo che quelle parole continuavano ad avere spazio in me, a inquinare la mia mente, a rimbombare nel mio cuore, a far crescere le mie paure. Paralisi, sedia a rotelle, vecchiaia, ernia, schiacciamento delle vertebre, corsa. Qualcosa non andava e capii che era il fantasma della sue parole.

Finché un giorno, brutto e denso di pensieri negativi, forse reali, forse dovuti alla sindrome premestruale, chissà, indossai le mie scarpette casualmente da running e uscii.


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Permettetemi una piccola digressione. Quel giorno indossavo delle Adidas che ho consumato oltre qualsiasi ragionevolezza, perché non conoscevo ancora l’importanza di una buona scarpa tecnica. Ma se tu vuoi iniziare, oggi ti consiglio queste Asics, che sono veramente fantastiche e perfette per le lunghe distanze.

Oggi la filosofia della scarpa da running è assecondare il movimento naturale del piede senza bloccarlo, prevenendo così eventuali infortuni. Come fa anche questa Cumulus, che ha in più lo strato in gel per assicurare una protezione perfetta del tallone.

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Ma cosa stavo dicendo? Ah sì, che sentivo il bisogno di faticare, di annullare ansie e preoccupazioni nella fatica fisica. Così, cominciai a camminare e camminare, salite, discese, aria, vento, sole e i miei primi quattro chilometri volarono via così. Solo camminando. Il giorno dopo la cosa si ripetè, ma i km diventarono otto. E ogni volta, mentre il sudore affiorava, i pensieri magicamente si dissolvevano, il benessere tornava, le ferite guarivano. Continuai così per un po’, fino al momento in cui avvenne un altro cambiamento. Sentii le gambe prendere da sole la decisione, io le trattenevo, loro volevano lasciarsi andare, io rallentavo, loro volevano andare veloci. Vinsero loro. Corri, non frenare, vai!

E iniziai ad andare. Da allora sono passati diversi anni e non ho più smesso di andare. Con la pioggia e con il sole, nel buio e sotto il sole, nel vento e nel sole, quando è freddo e quando c’è il sole. Perché se corri quel traguardo lo trovi sempre, qualunque sia la condizione fisica o meteorologica, e dentro di te nasce sempre il sole.


Ora se sei una principiante, potresti aver bisogno di seguire alcuni semplici consigli, per iniziare al meglio, basati sulla mia diretta esperienza.

I 5 CONSIGLI PRATICI PER IMPARARE A CORRERE BENE

• Fai attenzione al respiro

• Fai un breve riscaldamento

• Inizia con gradualità

• Indossa le scarpette giuste

• Indossa un abbigliamento tecnico o di cotone

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